“Hometown Cha Cha Cha”, la nostra review

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Sei destinato a incontrare situazioni inaspettate nella vita. Anche se usi un ombrello, finirai per inzupparti. Alza le mani e dai il benvenuto alla pioggia  –  Hong Du Sik

La cittadina costiera di Gongjin, con le sue strade acciottolate e il fascino rustico, è protagonista di questo Kdrama dai toni leggeri e poetici.
I cieli azzurri e luminosi, i tramonti mozzafiato, le notti stellate, il buon cibo sono solo alcuni degli elementi che rendono questo luogo così affascinante.
Il pittoresco faro rosso che domina il paesaggio marino aggiunge romanticismo all’atmosfera circostante.
In realtà, la serie è stata girata a Pohang, una città sulla costa orientale nella provincia di Gyeongsangbuk-do, in Corea del Sud.

La storia inizia a Seoul.
Yoon Hye-jin (interpretata da Shin Min-a), una brillante e determinata dentista, decide di lasciare la clinica in cui lavora a causa della scorretta gestione da parte del direttore sanitario.
Da quel momento la sua vita prende una svolta inaspettata.
Yoon Hye-jin decide di guidare fino a Gonjin, una piccola cittadina sul mare nella quale ha passato gli ultimi momenti felici della sua infanzia prima che la madre morisse.
Quella che doveva essere una semplice passeggiata sul mare, si trasforma in un soggiorno ricco di imprevisti.

Durante il suo soggiorno, Hye-jin incontra più volte Du Sik (interpretato da Kim Seon-Ho), un affascinante e stimato tuttofare nella piccola comunità locale, affettuosamente soprannominato “Capo Hong”.
Tra loro nasce immediatamente una chimica unica, che li spinge a discutere, a respingersi e ad essere attratti l’uno dall’altro allo stesso tempo.

I due protagonisti (entrambi con fossette irresistibili) sono profondamente diversi:
Hye-jin, proveniente dalla grande città, concentrata sulla carriera, appare come una donna perfezionista, dal carattere un po’ spigoloso, snob e materialista; è vera, indipendente, ha un animo sensibile e non ha paura di mostrare i suoi sentimenti, positivi o negativi che siano.
Hong Du-sik, spirito libero, con un passato difficile, ama la vita semplice, è schietto, a tratti enigmatico e dalle sfumature misteriose.

Il denaro e il successo non sono le uniche cose preziose nella vita. Felicità, autocompiacimento, pace nel mondo, amore… La vita non è un’equazione matematica. Non ha una risposta chiara. Non c’è neanche una risposta giusta. Ti viene dato un problema e sta a te decidere come risolverlo. – Hong Du Sik

Nonostante l’iniziale avversione per Gonjin e i suoi abitanti, Hye-jin capisce che questa piccola cittadina potrebbe essere una perfetta opportunità per ricominciare, e avvia così la sua prima clinica odontoiatrica.

Hye-jin si trova catapultata in una realtà completamente nuova.
Il suo abituale modo di vivere si scontra bruscamente con la tranquilla atmosfera della piccola cittadina costiera. Adattarsi a questa nuova vita sarà un processo intenso, poiché la giovane dentista dovrà affrontare la curiosità e l’invadenza dei suoi vicini, che compongono una comunità calorosa, unita ma anche ficcanaso.
Gradualmente imparerà a vedere il bello nelle piccole cose e il fascino di una vita più lenta, dove le relazioni umane hanno un valore prezioso.

Du-Sik, è un’anima generosa e disponibile, sempre pronto ad aiutare gli altri nella piccola cittadina. Tuttavia, dietro il suo sorriso si cela un giovane uomo introverso e riservato; i capitoli oscuri vissuti nel suo passato lo hanno portato a costruire muri protettivi attorno a sé, rendendo difficile per lui aprirsi completamente agli altri. Questa lotta interna diventa un elemento di tensione nel rapporto con Hye-jin, i cui desideri di avvicinarsi e comprendere Du-Sik si scontrano con le sue paure di essere respinto o frainteso.

La vita non è giusta. Alcune persone devono camminare su strade non asfaltate per tutta la vita, mentre altre corrono a tutta velocità solo per finire sull’orlo di una scogliera.  –  Hong Du Sik

Accanto ai protagonisti Hye-jin e Du-sik, le storie degli abitanti di Gongjin si intrecciano in un affresco coinvolgente e affettuoso. Ogni personaggio, anche il più piccolo, contribuisce alla trama e insegna un valore fondamentale: la famiglia non è solo quella legata dal sangue.

Tra le tante figure che popolano questa comunità bizzarra troviamo:

Kim Gam-ri, la dolce e simpatica vecchietta che Du-Sik chiama affettuosamente “nonna” perché lo ha cresciuto come un figlio. La sua presenza premurosa e saggia ispira affetto e rispetto in tutto il paese. Ha due amiche con le quali condivide la quotidianità, un trio vivace che fa bene al cuore.
L’ho amata moltissimo. 

L’amica di Hye-jin, Mi Seon, si innamora dell’introverso agente di polizia locale e prova a conquistarlo.

Yeo Hwa-Jeong, la responsabile del quartiere e proprietaria di un ristorante di pesce, divorziata dal dirigente della zona, Chang Yeong-Guk. Hanno un genio come figlio.

La dolce insegnante elementare e quel velato accenno al suo essere lesbica.

Il proprietario del bar, un artista mancato, ci coinvolge con le sue storie divertenti e nostalgiche dei suoi vecchi successi, mentre affronta la sfida di crescere da solo la sua rompiscatole figlia adolescente.

L’affascinante regista televisivo Seong Hyun, compagno di università di Hye Jin, che porta un pò di pepe nella piccola comunità e ci mostra che i legami dell’amicizia possono superare tutto.

Una giovane coppia litigiosa, proprietaria del minimarket,  alle prese con una figlia e una nuova gravidanza.

La signora Jo Nam-sook, sempre pronta a spettegolare, ma di buon cuore, con un dramma nel suo passato.

I dolci bambini del paese.

E poi una chat di gruppo per i pettegolezzi che aggiunge leggerezza alla trama, riempiendo la piccola comunità di risate e vitalità.

Il cuore pulsante di queste storie si intreccia attorno al cibo e alla condivisione. I pasti condivisi diventano momenti speciali e divertenti, in cui si mescolano emozioni, si litiga e si rinsaldano amicizie.

Puoi piangere se vuoi. Dev’essere stato così difficile per te…Puoi essere triste quando sei con me. Puoi mostrarmi il tuo dolore. Puoi piangere… – Hye-jin

“Hometown cha cha cha” parla di amore, guarigione, perdita, genitorialità, traumi e sensi di colpa.
La guarigione diventa il filo conduttore che lega le vite degli abitanti di Gongjin. La perdita, in particolare, è una componente essenziale della trama, poiché diversi personaggi si trovano ad affrontare il dolore di aver perso qualcuno di caro.
I forti sensi di colpa mettono in evidenza la struggente lotta per perdonarsi e trovare il perdono.

Questa pittoresca cittadina sembra un posto speciale in cui rifugiarsi per ritrovare se stessi e tentare di guarire le ferite interiori.
Sarà il mare… lui ascolta sempre e qualche volta risponde.

Cosa mi è piaciuto:

La cinematografia splendida e il cast di alto livello.

L’amicizia che si sviluppa tra i due protagonisti maschili. Quello che avrebbe potuto essere un tradizionale triangolo amoroso si trasforma in un legame speciale, ricco di affetto e supporto reciproco.

La crescita del rapporto tra i protagonisti, l’iniziale amicizia che diventa un ponte per la comprensione reciproca, consentendo loro di vedere oltre le apparenze.

La bellezza dei panorami che offrono uno sfondo incantevole alla narrazione.

Il senso di appartenenza della comunità di Gongjin che vive il quotidiano come una famiglia allargata. Ci si prende cura l’uno dell’altro, nonostante i problemi e le stranezze di ognuno. Belli i dialoghi.
Mi ricorda un pò Stars Hollow (Gilmore girls).

Ho amato molto i momenti sotto la pioggia, preziosi ritagli di verità, in cui i protagonisti si rivelano nella loro essenza. L’acqua diventa un simbolo di cambiamento e crescita interiore.

Cosa non mi è piaciuto:

La presenza dei soliti legami nell’infanzia tra i protagonisti (tipica dei kdrama) risulta scontata e stanca un po’.

Altra nota negativa, a mio avviso, è il fatto che i temi più importanti vengano concentrati quasi esclusivamente negli ultimi due episodi. Avrei preferito più equilibrio lungo tutta la serie, per rendere la narrazione più coinvolgente fin dall’inizio.

Cosa ci insegna (secondo me):
“Hometown cha cha cha” ci mostra che ogni medaglia ha due facce e che giudicare superficialmente può portare a conclusioni sbagliate.
Insegna l’importanza dell’ascolto e della pazienza, dello “stare accanto” senza mettere fretta: il percorso del dolore e della guarigione sono processi non lineari che richiedono tempo.


Come una giornata di primavera, fresca e leggera, questo Kdrama è adatto a coloro che cercano una piacevole pausa dalla frenesia della vita quotidiana e amano i ritmi lenti e rilassanti.

Ascolta qui la soundtrack

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Ballerina mancata, aromaterapeuta in divenire, face yoga teacher e ARMY. Cresciuta con la musica R&B e soul, vivo tra profumi naturali, sogni coreani e amore per la natura. Sempre con l’anima accesa... e una playlist dei BTS in sottofondo.